martedì 3 gennaio 2012

Non è l'eroina che uccide un tossico




No, non è l’eroina che ammazza un tossico, ma la vita che un eroinomane è costretto a fare.
Un tossico con un sacco di soldi nel portafoglio, che può permettersi di comprare roba buona, che ha un pusher che lo rifornisce a domicilio, può vivere tutta una vita da drogato ed arrivare alla fine dei suoi giorni non peggio ridotto di una normale persona consumata dagli anni.

L’ansia, con cui si sveglia al mattino, di come riuscirà a procurarsi il denaro prima che la scimmia inizi a danzare sulla sua testa.
Tradire amici e parenti per racimolare qualche spicciolo.
L’attesa di ore del pusher di turno, sotto la pioggia ed al freddo, in qualche angolo buio della strada.
La paura di essere arrestato mentre compra una dose della sua migliore amica.
Farsi nella latrina di qualche squallido bar.
Utilizzare la siringa del compagno di buco, perché i soldi sono andati tutti con la bustina.
Perdere tutti i denti, senza la possibilità di andare a farseli sistemare.
Il buio e l’immensa solitudine.

Questo è quello che uccide un tossico.

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